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PALLA AL CENTRO - Magazine ON-LINE a cura dell’AMP Attualità e Memoria del Passato

ANNO X - DOMENICA 20 MAGGIO 2012

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Pubblicista Responsabile: Dario Zucchelli (Ordine dei Giornalisti N° 70083) - Web Master: Paolo Medea
Collaboratori # Fotografia: Christian Santi - Grafica:Luca Zucchelli - Psico-Immagine:Annarita Tagliani

COMUNICATO STAMPA

OverLando70: in Vespa in Capo al Mondo

9300 km da Verona a Nordkapp (e ritorno) in 18 giorni

reportage di DARIO ZUCCHELLI

Venerdì 29 luglio – 1° giorno: Legnago-Monaco km 490

Il primo giorno d’esordio è filato via liscio senza problemi di rotture meccaniche o altri inconvenienti. Pernottamento in bungalow al camping centrale di Monaco di Baviera. Unico neo la pioggerellina che ci ha colto sia sul Brennero che al nostro arrivo in città. Il primo giorno ci ha consentito di macinare quasi 500 km: il Lando70 mica scherza! Il viaggio è stato un susseguirsi di variabili meteorologiche: sole, nuvoloso, pioggerellina in conclusione: estremamente variabile. Il morale è buono e la stanchezza non si fa ancora sentire, soprattutto per lo scrivente che si è fatto 150 km in più partendo di buon’ora direttamente da Milano raggiungendo il gruppo a Trento verso le 10,30. Arrivederci a domani!

Sabato 30 luglio – 2° giorno: Monaco-Hannover km 690

Le previsioni meteo davano sole su tutta la Germania, e così è stato una intera giornata trascorsa sulle strade tedesche senza una goccia di pioggia: da non credersi! Grazie a questa situazione favorevole la guida della spedizione Lando70 ha fatto fare gli straordinari all’intero team. Facendo i debiti scongiuri… fino ad ora nessun guasto. Quindi Vespasound insieme a FasaSenior si sono dedicati in serata al controllo della pressione di tutte le gomme e del livello dell’olio motore di tutte le Vespe. Pernottamento in camping dopo una serata a base di weiss beer.

Domenica 1° agosto – 3° giorno: Hannover-Odense km 510

Tempo nuvoloso con spruzzi di pioggia a tratti, nel tratto dopo Amburgo fino all’ingresso in Danimarca. Non poteva succedere che per 2 giorni di seguito si potesse non indossare gli antipioggia! L’arrivo alle 17 dopo Odense ci ha consentito di trovare un grazioso campeggio in riva al mare dove Mirko-Lando è stato immortalato mentre si tuffava nelle acque fredde del Mare del Nord; sullo sfondo il ponte che collega l isola di Odense a quella di Copenaghen che domani ci vedrà entrare in Scandinavia.

Lunedì 2 agosto – 4° giorno: Odense-Jonkoepping km 515

Di buona mattina percorriamo il lungo ponte che ci consente di entrare finalmente in Svezia. E qui comincia veramente questo raid dei Paesi Nordici dopo aver toccato la 5° nazione. Paesaggi tipicamente scandinavi ci attorniano mentre percorriamo la strada verso la capitale Stoccolma che troveremo dopo circa 700 km. Mattinata con tempo variabile tendente al bello, poi nuvoloni neri che incombono sopra di noi facendo presagire al peggio. Tuttavia alla fine della giornata possiamo rilevare un altro giorno senza pioggia. Il problema vero oggi viena dalla scarsa qualità della benzina che crea non pochi problemi alla carburazione di Testa Calda e allo statore di Fasa Senior; problemi sistemati seduta stante dalla copia di meccanici provetti Mirko-Claudio. Siamo solo a metà strada dalla meta e mentre viene sistemato il parabrezza di Zed, la sofisticata apparecchiatura satellitare di VespaSound recita: 2005 km a Nordkapp…

Martedì 3 agosto – 5° giorno: Jonkoepping-Stoccolma km 330

Giornata cominciata davvero malesotto una pioggerellina fastidiosa che via via prende corpo in maniera più insidiosa. Ma la vera insidia prende corpo nei primi 20 km sotto forma di un cedimento del mezzo di Mario. Purtroppo l’intervento “on the road” sotto la pioggia non sortisce l’esito sperato e si è costretti a caricarla sul furgone di supporto sotto gli occhii attenti di una pattuglia della polizia stradale locale. Nonostante tutto spiove e riusciamo ad arrivare a Stoccolma in un’orario decente come da programma e si provvede subito all’aggiustamento del guasto detto in precedenza con sostituzione dello statore. Rimane così il tempo di fare un giro della capitale svedese e concludere la serata in birreria con seguito di cena rapida in fast food orientale. Ritorniamo in campeggio utilizzando la metropololitana (è prima volta per Lando70) e andiamo a riposare mentre ricominciano a cadere le prime gocce di pioggia.

Mercoledì 4 agosto – 6° giorno: Stoccolma-Harnosand km 470

La peggior giornata in senso meteorologico affrontata fino ad ora: pioggia battente per tutto il giorno. Nonostante tutto riusciamo a percorrere quasi 500 km senza fermarci un solo attimo per non essere presi dal freddo e costringerci a fermare. Arrivati nella paese di destinazione prescelto abbiamo problemi di pernottamento in quanto trattasi di località turistica in periodo di alta stagione. Tuttavia riusciamo a trovare un alberghettto gestito da 2 uomini che alternano l’attività di officina per moto. L’edificio ospita altri 2 biker olandesi anche loro bagnati fradici sotto uno scrosciare ininterrotto di acqua. Per tutti una salutare doccia ristoratrice e “a nanna” presto.

Giovedì 5 agosto – 7° giorno: Harnosand-Lulea km 495

Già alle 04,00 la giornata si preannuncia in tutto il suo splendore con un sole luminoso e un cielo finalmente terso. Le condizioni davvero ideali per rinvigorire la nostra fame di “Grande Nord” là in cima al mondo. Per la verità il giorno non comincia sotto i migliori auspici per una serie di piccoli contrattempi a Mario, Zed e Lio56 che determinano un rallentamento sulla tabella di marcia. Poi fila via tutto liscio come l’olio costeggiando i verdi boschi sulla riva nord-occidentale del Baltico. Una giornata “vespistica” per davvero che ci ripaga di tutta l’acqua incamerata il giorno precedente. Il team arriva così a un magnigico campeggio sul mare dove ci concediamo una squisità cena preparata questa volta da Lio56 a base di spaghetti alla amatriciana (per farsi perdonare il ritardo mattutino). Ora ci separano meno di 900 km dalla meta.

Venerdì 6 agosto - 8° giorno: Lulea-Kivilompolo km 545

Formidabile! Per fortuna inanelliamo il secondo giorno di sole consecutivo. La giormnata si preannuncia in tutto il suo splendore attraversando panorami mozzafiato tra splendidi laghetti, boschi di conifere e betulle. C è anche il tempo per divagazioni divertenti come la raccolta di funghi porcini da parte di Martina e Lio, e ripetute interruzioni sulla statale determinate dalla presenza di renne pascolanti. Siamo entrati all interno del Circolo polare Artico. Pernottamento nelle tipiche casette fatte in tronchi di legno; siamo a circa 10 km dal confine con la Norvegia, a 4000 km da Verona e solo a 400 km da Nordkapp! Domani è il grande giorno...

Sabato 7 agosto – 9° giorno - Kivilompolo-Nordkapp km 415

Sono le 20,30 ora locale, in Italia le 19,30 quando il Team OverLando70 giunge finalmente a Capo Nord coordinate 71°10’21” il punto abitato più in alto come latitudine terrestre. Oltre, l’immensità del circolo polare artico… Una strana senzazione pervade il gruppo che ha finalmente raggiunto la propria agognata meta. Un misto di appagata soddisfazione e una inquietudine di fronte all’immensità terrestre. Andare oltre ci è precluso… In Vespa siamo proprio giunti in capo al mondo! Pensando ai 4500 percorsi in soli 9 giorni con un equipaggio di 12 persone, con 6 Vespe un camper e un furgone, possiamo veramente dire di aver realizzato la nostra piccola impresa.

La giornata era cominciata di buon’ora, le 7 in Italia quando il gruppo ha lasciato la Finlandia per entrare dopo circa 10 km in Norvegia. In ognuno di noi la consapevolezza che il grande giorno era arrivato. Il D-Day di Overlando70 si stava compiendo sabato 7 agosto 2010. Una comprensibile allegria animava l’intero gruppo mentre la giornata si presenta in condizioni meteorologiche favorevoli in panorami prima tipicamente nordici, per lasciare poi spazio a strade lunghe e diritte con scarsa vegetazione arborea. Paesaggio desolato da Polo Nord pensavo tra me e me, mentre sul percorso incontravamo renne al pascolo.

Abbiamo cominciato a considerarle ormai parte integrante del paesaggio. Dopo le soste per la benzina e l’acquisto degli immancabili souvenir, troviamo due casette per la notte e consumiamo il nostro pranzo nel pomeriggio. Siamo a 80 km da Northkapp, questo ci consentirà di portarci avanti per il ritorno. Armati di striscioni dei Vespa Club di appartenenza cominciamo così una corsa veloce verso la meta finale. Ormai sono saltate tutte le posizioni delle Vespa nella colonna che si sta avviando a destinazione. Quando arriviamo la gente è incredula, sorpresa di vedere questi piccoli magnifici scooter in un posto così distante dove arrivano moto di altro calibro. Sfatata così la leggenda che vede impensabile un viaggio così avventuroso per bikers da 3,5”. Conserveremo per sempre stampata nella memoria questa data: Agosto 2010 - da Verona a Nordkapp. Parafrasando il noto film “Via col vento”, domani è un altro giorno…

VIAGGIO di RITORNO – THE EAST BEER WAY

Domenica 8 agosto – 1° giorno Repvlag-Ivala km 355

Come si diceva per l’appunto, oggi è un altro giorno… Ieri avevamo lasciato VespaSound entrare gongolante in Nordcapp con l’onore di avere a bordo Clarissa (figlia del Lando70) ma alla base avevamo lasciato un problema. Nel giorno del D-Day il furgone di Mario ha cominciato a mostrare segni di cedimento. Con grande difficoltà è riuscito comunque ad arrivare alla base. Problemi di pompa della benzina? Oppure al filtro? Intanto Claudio da buon meccanico interveniva sul mezzo con una modifica di fortuna che dava risultati incoraggianti. Tuttavia c’è la necessità dell’assistenza Wolkswagen e quindi la famiglia Morigi si deve staccare dal gruppo per risolvere il problema.

Mentre le rimanenti 6 Vespe proseguono il Raid di ritorno che ho chiamato “The East Way” in quanto è previsto un percorso nella parte orientale dell’Europa. Oggi come inizio abbiamo fatto il Polar Tour attraversando Norvegia e Lapponia sulla Artic Road. Luoghi incantevoli e strade veramente scorrevoli a misura vespistica costeggiati da una quantità di verde e di acqua (fiumi e laghi); ai margini della strada una quantità incredibile di funghi… Arriviamo così a Ivalo sulla strada per Rovaniemi, il paese di Babbo Natale.

Lunedì 9 agosto – 2° giorno Ivala-Oulu km 570

Il giorno comincia sotto una fastidiosissima pioggia che non ci lascerà per tutta la mattinata, ci darà tregua solo nel pomeriggio. Abbiamo solo il tempo di fermarci a ad acquistare souvenir a Rovaniemi, dove Santa Klaus gioca in casa e qui ogni riferimento è costantemente ispirato al beniamino dei bimbi. Comunque, la stanchezza comincia un po’ ad affiorare, ma i nostri indomiti non barcollano e nemmeno mollano…! Tenuto conto delle avverse condizioni meteo, i chilometri percorsi costituiscono una vera prova di forza del Team Overlando70.

Martedì 10 agosto – 3° giorno Oulu- Tallin km 630

Un altro giorno all’insegna del tempo variabile, fotocopia di quello precedente. Il mezzo di Fasa Senior comincia a manifestare dei problemi meccanici. Tuttavia riusciamo ad arrivare a Helsinky giusto in tempo per traghettare alle 22,00, così a mezzanotte tocchiamo il suolo della capitale dell’Estonia e alle 01,30 ci accampiamo in un’apposita area portuale. La Vespa in panne ha seri problemi e all’indomani dovrà essere smontato il motore per sostituire i paraoli.

Mercoledì 11 agosto – 4° giorno Tallin-Parnu km 130

La mattina è all’insegna della riparazione sopra detta nella quale Claudio e Mirko mostrano tutta la loro destrezza in tempi da record. Così rimane il tempo per una visita al vecchio borgo di Tallin con un pranzo a base di specialità locali. Una città davvero interessante, dal punto di vista storico, artistico e delle bellezze locali… vivamente consigliata la visita turistica. Nel tardo pomeriggio inforchiamo le nostre Vespe per una tappa di avvicinamento tanto per non perdere l’allenamento. Trascorriamo la notte in un tranquillo campeggio fuori città. Il giorno successivo dovremo rifarci per tornare in media chilometrica.

Giovedì 12 agosto – 5° giorno Parnu-Kaunas km 480

A tarda notte ci raggiunge Mario dopo aver fatto riparare la pompa della benzinagiunta ad Alta per via aerea e la conseguente rincorsa verso di noi durata 2 gg. Questo sembra essere un buon segno, unitamente al fatto che il giorno precedente non aveva praticamente piovuto. Ci svegliamo con un cielo coperto ma con un chiarore all’orizzonte che fa ben sperare. Nell’arco della giornata, invece dovremo sopportare un caldo continentale attraversando le Repubbliche Baltiche di Estonia, Lettonia e Lituania. Dopo solo 15 km si rompe la Vespa di Testa Calda e viene immediatamente caricata sul furgone. Seguiranno il distaccamento del tubo della miscela dal serbatoio su quella di Mirko oltre a problemi diversi sul circuito di alimentazione elettrica, idem per Claudio. Dulcis in fundo foratura in una ripida discesa per Lio56 subito sostituita insieme a Zed arrivando a Kaunas, importante città della Lituania in sieme a Vilnius. Ormai siamo a circa 300 km da Varsavia.

Vewnerdì 13 agosto - 5° giorno Kaunas-Lodz km 550

Lasciamo così i Paesi baltici e puntiamo diretti versp la capitale polacca. La giornata è calda e si respira il clima continentale. Purtroppo al risveglio ci accorgiamo di avere ricevuto una visita notrturna dei soliti ignoti locali che hanno aperto tutti i bagagli esterni alla ricerca di merce di valore. Manca all’appello un paio di occhiali da sole del Lando e l’intimo di Claudio.

Solita corsa con chilometri macxinati in quantitò fino a tuffarsi nel traffico caotico di Varsavia nelle ore di punta. Molta attenzione agli spericolati mezzi pesanti locali, ma anche noi non abbiamo scherzato, tollerati dai simpatici automobilisti polacchi. Arrivo a Lodz in serata con immancabile scroscio di pioggoia finale e finale con cena in ristorante italiano e pernottamento in hotel.

Sabato 14 agosto – 6° giorno Lodz-Zittau km 495

Giornata programmata per uscire dalla Polonia, fermarci in Germania (almeno qui ci sono gli Euro) e avvicinarci alla Repubblica Ceca. Le strade percorse ci hanno mostrato la realtà attuale di quelle nazioni dell’Est che prima appartenevano al blocco sovietico. Drastico abbassamento della temperatura e immancabile scoscio di pioggia pomeridiano. Dopo 15 giorni l’OverLando Team ha toccato 10 nazioni e percorso 7500 km. Quasi un record per un gruppo numeroso e organizzato. Unico neo della giornata: gli ultimi 30 km sono stati percorsi in 3 ore…

Sabato 14 agosto – 6° giorno Lodz-Zittau km 495

Giornata programmata per uscire dalla Polonia, fermarci in Germania (almeno qui ci sono gli Euro) e avvicinarci alla Repubblica Ceca. Le strade percorse ci hanno mostrato la realtà attuale di quelle nazioni dell’Est che prima appartenevano al blocco sovietico. Drastico abbassamento della temperatura e immancabile scoscio di pioggia pomeridiano. Dopo 15 giorni l’OverLando Team ha toccato 10 nazioni e percorso 7500 km. Quasi un record per un gruppo numeroso e organizzato. Unico neo della giornata: gli ultimi 30 km sono stati percorsi in 3 ore…

Domenica 15 agosto – 7° giorno Zittau-Marianzke Lazne km 250

Giornata semituristica. Mattino on the road tra centrali termoelettriche e nucleari della Repubblica Ceca, che stridono con un panorama alpino e strade curvaiole montane: finalmente è percorso vespistico vero. Poi giungiamo nella città turistico-termale più importante del Paese con pranzo a base di specialità locali e visita del centro termale guidata da Laly simpatico cognato di Fasa Senior. Spostamento in serata nella zona turistica di destinazione in cui trascorreremo il giorno successivo un’inteera giornata di tutto riposo. Cena in albergo a base di una sorta di “tartare” , ottima birra ceca e l’immancabile Bekerovka finale.

Lunedì 16 agosto – 8° giorno Marianske Lazne

Giornata all’insegna di un assoluto relax allo scopo di preparare il rientro in Italia e ricaricare le batterie per il rush finale. Degna giornata all’insegna di un’esperienza formidabile a soli 5 km dalla città. In una fabbrica di birra l’intero gruppo si è sottoposto a un bagno di rilassante benessere in tinozze di birra e acqua sulfurea con contemporanea degustazione di birra a fiumi. Risultato eccezionale: per fermare il Lando ci è voluta una vasca di birra. Una volta ritemprati, nello stesso sito abbiamo pranzato con specialità ceche a base di stinco di maiale e costine, innaffiate della solita birra; finake a base di strudel e dolce locale. Pomeriggio con visita all’abitazione di Laly, passeggiata nel bosco vicino con ricerca dei soliti porcini per Lio, Zed e Francesco. Risultato meno incoraggiante che in scandinavia. Festeggiamento del Compleanno di VespaSound in gelateria italiana (in precedenza si erano festeggiati gli anniversari di Clarissa e Franca. Shopping in Centro a Marianske Lazne e tranquilla serata in albergo.

Martedì 17 agosto – 8° giorno Marianske Lazne-Innsbruck km 450

Solita giornata piovosa… si parte sotto l’acqua e arriviamo alla località di destinazione sotto la pioggia! Nonostante tutto riusciamo a percorrere la quantità di km previsti in un tempo da record, così nel primo pomeriggio siamo già a Innsbruck dopo essere usciti dalla Repubblica Ceca, attraversato la Baviera nei pressi di Monaco e l’Austria per l’avvicinamento al Brennero che ci consentirà il rientro in Italia. Serata mangereccia in un Locale conosciuto dal Lando, salsicce e birra a volontà.

Mercoledì 18 agosto – 9° giorno Innsbruck-Verona km 290

Passerella finale dell ultimo giorno. Salita al Brennero con immancabile foto sotto la bandiera italiana al confine: finalmente a casa! Proseguiamo poi verso il Sud-Tirolo e Trentino in un percorso curvaiolo interessante. Affascinante lo scollinamento nella zona del Val Policella degna cornice finale. Prima dell ingresso a Verona apprendiamo su un articolo del giornale L Arena che per il nostro arrivo è stato organizzato un comitato di ricevimento per festeggiare l impresa da parte dei Vespa Club VR37100 di Verona e Drago di Bovolone. Una sorpresa veramente inaspettata con una cinquantina di Vespe che si sono incolonnate alla spedizione già da Parona creando una cornice spettacolare lungo le rive dell adige fino alla città scaligera. Consegnata una bandiera gialloblù svedese (colori anche della città) al "deus ex machina" della spedizione a Capo Nord ovvero Lando70, all anagrafe Mirko Furini di Vangadizza (Legnago-Verona). La colonna ha poi fatto il giro del centro storico tra ali di persone incuriosite e plaudenti. Dopo una fermata per le foto in piazza delle Erbe, l impresa si è ufficialmente conclusa all Arena di Verona davanti a una gustosa piadina, che in quel momento ci ha dato... il gusto dell impresa che veramente abbiamo portato a termine.

- 9300 km in 18 giorni: media 515 km al giorno in Vespa (!)

- Mezzi: 6 Vespe PX nel 33° anniversario dell allora "New Line"

- Supporto: 1 camper e 1 furgone

- 12 Nazioni attraversate: Austria, Germania, Danimarca, Svezia, Norvegia, Finlandia, Estonia, Lettonia, Lituania, Polonnia, Repubblica Ceca e naturalmente... Italia.

Giovedì 19 agosto – IL GIORNO DOPO...

Ci svegliamo di buon ora, un po per abitudine o forse perchè non ci rendiamo conto dell impresa compiuta: Nordkapp, il viaggio della vita per un vespista. All appello mancano Marione-Testa Calda (presente solo nel viaggio di andata a causa dei già citati problemi meccanici di furgone) e Lionello-Lio56 (che da Innsbruck ha tagliato per la Svizzera raggiungendo direttamente la Val Solda-Lugano). Lo scrivente Dario-Zed, con il propri bagaglio di materiale (e impareggiabili senzazioni di viaggio) è in partenza per Milano dove lo aspetta la realizzazione del reportage dell impresa e, entro Natale 2010 anche la pubblicazione "In Vespa in Capo al Mondo". Mentre il resto della pattuglia - Claudio-VespaSound, Rino-Fasa Senior e Mirko-Lando70 con la moglie Ketty - partono per la Sardegna (finalmente al caldo!) per presenziare a un raduno vespistico internazionale a Guspini nei pressi di Cagliari; si imbarcano a Genova con il traghetto delle 21. L indomito OVERLANDO TEAM non si ferma mai. Uomini Veri ! Parafrasando Baudelaire "Ma i veri viaggiatori sono coloro che partono per partire; col cuore leggero, simile ad un aerostato, non si separano mai dal loro destino, senza sapere perchè, continuano a dire: Andiamo! ". VESPA IN MOTION, VESPA EMOTION


EDITORIALE

La nuova stagione per Mannone

La pazienza è una virtù quando si compete per la maglia n. 1 dell Arsenal e Vito è stato ricompensato per la sua, con un lungo percorso in prima squadra la scorsa stagione. La presenza contro il Fulham ha mostrato che l italiano è in rapida ascesa, ciò emerge nel suo score personale di 8 gare in cui ha mostrato grande sicurezza e presenza dominante tra i pali. La formazione del portiere Vito ha già incontrato un periodo in prestito al Barnsley, nonché apparizioni nella squadra riserve per l Arsenal in manifestazioni importanti. Adesso vuole entrare definitivamente in Premier League in pianta stabile.


IN PRIMO PIANO

Fiumana ecologista

OGGI 25 APRILE: FESTA DELLA LIBERAZIONE IN ITALIA, MA IN ARGENTINA ESATTAMENTE A GUALEGUAYCHU COMUNE A 220 KM DALLA CAPITALE ARGENTINA QUESTA DATA A UN ALTRO VALORE. SONO SEI ANNI CHE IN QUESTA GIORNATA GLI ABITANTI DI QUESTA PICCOLA CITTA SI RIUNISCONO SOPRA IL PONTE INTERNAZIONALE "GENERAL SAN MARTIN", BAGNATO DAL FIUME URUGUAY CHE SEPARA URUGUAY E ARGENTINA.
MA A DIVIDERE I DUE PAESI NON C’E SOLO IL FIUME URUGUAY, E NEMMENO UNA PARTITA DI CALCIO, MA C’E UN’INDUSTRIA CHE PRODUCE PASTA DI CELLULOSA. QUESTA INDUSTRIA SI TROVA NELLA CITTA’ DI FRAY BENTOS SPONDA URUGUAYANA, CHE PRODUCE TONNELLATE DI DERIVATI DELLA CELLULOSA, RISCHIANDO COSI’ DI INQUINARE LA CITTA’ DI GUALEGUAYCHU E I SUOI ABITANTI CHE SI TROVA PROPRIO DI FRONTE.
PENSO CHE SIA UNA DELLE MANIFESTAZIONI ECOLOGISTE PIU GRANDI ANTICONTAMINAZIONE CHE IO ABBIA MAI VISTO, E’ INCREDIBILE VEDERE TUTTA UNA CITTA’ A MANIFESTARE CONTRO L’INQUINAMENTO AMBIENTALE, QUESTA GENTE DIREI CHE E’ VERAMENTE AMMIREVOLE.
DALL ARGENTINA, CAVALETTI EZIO



Spalmatore d’olio

LA STRISCIA DI LUDWIG

by GAB [15 maggio 2005]



Hasta la fin del Mundo ...in Vespa!

Cosa spinge a portare delle piccole ruote da dieci pollici verso strade polverose, in uno dei posti più sperduti del pianeta? Voglia d’avventura? Passione? Incoscienza? Difficile dirlo. So per certo invece cosa ha spinto Lorenzo, l’autore di queste pagine, a raccontare in un libro la sua impresa, compiuta con un gruppo di amici e le loro Vespa. La condivisione. La voglia e il desiderio di condividere con molti più amici quello che si è vissuto. Poter raccontare, a ruote ferme, l’esperienza, gli incontri, le paure, la felicità, tutte le emozioni che un viaggio fino ad Ushuaia, “la fine del mondo”, può rappresentare. Nel racconto le immagini si susseguono, pare di sentire il vento che ti accompagna nella Pampa fino all’estrema Patagonia, quel vento che piega la Vespa e urla di solitudine, mentre i protagonisti si stringono aggrappati ai manubri dei loro scooter. Strade, polvere, pioggia e briciole di umanità incontrata lungo il percorso. Mentre la presenza del grande Giorgio Bettinelli (ultimo vespista esploratore dell’anima) pare concretizzarsi negli incontri lungo la strada percorsa da Lorenzo e i suoi amici, la meta della Terra del Fuoco appare sempre più vicina. Dove inizia il viaggio e dove finisce? Per i protagonisti di questa avventura è sicuramente iniziato il giorno in cui qualcuno ha pronunciato il magico nome di Terra del Fuoco, ma sono certo che per loro non è ancora terminato e mai finirà. Questo viaggio è qualcosa che ti porti dentro fino all’ultimo dei tuoi giorni. Sono lacrime, sorrisi, amicizie, abbracci, strette di mano che troveranno sempre uno spazio nel cuore di chi c’era e l’ha vissuto in prima persona. Il fortunato lettore di queste note di viaggio, di questi appunti, è invitato a partecipare godendo di un posto in prima fila, nel racconto entusiastico e nello svolgersi degli eventi. La Vespa, protagonista indiscussa di questa sfida, ha condiviso con gli uomini il ruolo di “piccola cosa” nella vastità del mondo. Una lotta impari che accresce enormemente il valore per la meta raggiunta, la vera conquista. Più si è piccoli e più il mondo appare immenso, dove cielo e terra si confondono fino a toccarsi in un generoso abbraccio. Così è stato per questi uomini e le loro Vespa. Tiziano Cantatore [ottobre 2009]









HASTA LA FIN DEL MUNDO... IN VESPA sarà presentato nel corso del 67° Salone Internazionale del Motociclo "EICMA" - che si svolgerà dal 10 al 15 novembre nei padiglioni della nuova Fiera di Milano a Rho/Pero. Nel pomeriggio di venerdì 13 novembre l’autore sarà ospite dello stand della rivista MotoTurismo, il cui Direttore, Tiziano Cantatore, ha curato la prefazione del volume. Sarà presentato il volume e dalle ore 15,00 alle 18,00 sarà a disposizione dei suoi lettori per incontrarli e raccontare dal vivo i suoi ricordi di questo viaggio indimenticabile.


RAID ALL' ESTERO

Banfield campione di Argentina

In 113 anni di storia BANFIELD è campione di Argentina per la prima volta. La squadra allenata da Falcioni anche perdendo in casa del Boca Junior si è consacrata Campione grazie alla sconfitta del Newell s allenata da Sensini che ha perso in casa per 2-0 contro il San Lorenzo squadra allenata da Simeone con doppietta di Bordagaray. Da stasera BANFIELD è entrata nel club dei campioni e sicuramente questa giornata per i tifosi del Taladro non se la dimenticheranno facilmente. E questa settimana è la volta del Mondiale di club a DUBAY con Estudiantes de La Plata, dove milita Veron che dalle parti di via Durini a Milano se lo ricordano con molto affetto. Cavaletti Ezio [14 dicembre 2009]



In Vespa a Capo Nord e Paesi Baltici

Domenica 13 dicembre a Cremona i protagonisti di questa nuova impresa presenteranno “CapoNord OverLando” l’affascinante impresa che si accingono a intraprendere Lando, Mario, Zed e altri amici per il prossimo anno. Un gruppo di indomiti che nel mese di agosto 2010 affronteranno in Vespa un viaggio fino a Capo Nord passando per le Repubbliche Baltiche (nel ritorno) con partenza e arrivo all’Arena di Verona. Il programma è impegnativo e suggestivo e prevede la visita di diverse nazioni dell’Est Europa come Polonia, Repubblica Ceca, per poi puntare verso la Finlandia e arrivare a Capo Nord all’imbrunire per godere di una vista mozzafiato. Un’avventura che è nel sogno di tutti i motociclisti appassionati, il VIAGGIO DELLA VITA. Sul sito internet “zedsite.it” tutti i giorni sarà riportato il diario di viaggio con le foto e le immagini di “gioie e dolori” che i nostri eroi si troveranno a vivere quotidianamente durante questa entusiasmante avventura. Tutto il materiale servirà in seguito per la pubblicazione del libro: “3 Vespa to latitude 71° North – da Verona a NorthKapp in sella al mitico scooter”.



Esordio in Champions per Vito Mannone

Con Almunia colpito da un’infezione polmonare e Fabianski fuori da tempo, Arsene Wenger ha deciso di puntare sul giovane Vito Mannone per difendere i pali dell’Arsenal contro lo Standard Liegi. Il portiere italiano, prelevato dai Gunners nel 2005 dal vivaio del’Atalanta, ha vinto la concorrenza di Szczesny conquistando l’esordio europeo. Mannone, nonostante i due gol iniziali su cui è risultato incolpevole, ha sfoderato una bella prestazione, dando sicurezza a tutto il reparto. Merito anche suo se i Gunners, dopo la falsa partenza, sono riusciti a rimontare da 0-2 a 3-2. Mannone ha mosso i primi passi da calciatore nell’ODB, quindi il trasferimento alla Juve Cusano, poi, all’età di 9 anni, l’Atalanta, con cui ha conquistato un titolo nazionale Allievi. Nel 2005 l’offerta, irrinunciabile, dell’Arsenal. A Londra ha esordito da titolare nel maggio scorso, 4-1 allo Stoke City. A Cusano, è stata festa grande in casa bianconera. "A credere in lui è stato papà Michelangelo che non c’è più, scomparso a 55 anni" Racconta mamma Elisa a zedsite.it "La passione per il ruolo gliel’ha trasmessa proprio lui. Gli diceva che nel calcio la cosa più bella era fare il portiere e lo mandava all’oratorio vicino al negozio di calzoleria per un allenamento improvvisato su un campetto sassoso." by Gianluca Zucchelli
arsenal.com


GIOCO DI SQUADRA

zedsite.it - una squadra che va... in rete

Attualità, sport, moda, fumetti, costume, tradizione ON-LINE

Redazione e corrispondenti: Annarita Tagliani, Alex Gregianin, Battistina Marconi, Cristian Santi, Daniele Cammareri, Elise Lefort, Ezio Cavaletti, Fabio Zucchelli, Francesca Santin, Fulvio Aniello, Gabriele Montingelli, Gianluca Zucchelli, Guido Manganoni, Luca Zucchelli, Paolo Medea, Sarah Camponesco, Dario Zucchelli.
Sono auspicate e ben accette le libere collaborazioni volontarie per la pubblicazione delle CRONACHE DELLE PARTITE delle diverse squadre di ASD CUSANO. Per informazioni: dario.zucchelli@virgilio.it

NON SOLO CALCIO

Vespa, memoria del pittore Rizza

“Già in età giovanile, frequentando l’Istituto d’Arte di Brescia, avevo decorato veicoli con insegne e prodotti commerciali; ma quando Giacomo, figlio di mio cugino Mario Rizza, mi propose di impreziosire la sua ‘Vespa’ con vedute pescarzesi. Non nego che mi trovai di fronte ad un lavoro nuovo che forse mi avrebbe dato qualche preoccupazione tecnica ed emotiva. Nonostante ciò iniziai con uno studio su carta; pensai di realizzare sul frontale dello scooter un angolo di Pescarzo di Capo di ponte a me molto caro: l’entrata dell’osteria tabaccheria di Gianni posta nel centro storico dell’antico borgo medioevale. Mi interessò tale vista, da me altre volte ritratta, per l’interessante gioco chiaro-scurale che la caratterizza. Sui fianchi dipinsi due piccole fontane peculiari a Pescarzo, fontanelle a me molto care per i giochi d’acqua ivi fatti da piccolo, quando con la famiglia mi recavo sul paesello montano in vacanza estiva. La simmetria dei due soggetti ritratti, fu la molla che mi spinse al lavoro. Riconosco ad opera terminata che le preoccupazioni iniziali, scemarono col proseguimento della stesura pittorica, anche per il grande amore da me portato al piccolo borgo che in tanti anni ho frequentato per motivi turistici e lavorativi."
pittore Lino Rizza (1942-2009)



Immaginarti a 10... e lode!

CAPO di PONTE (Brescia) - Ecco di nuovo la Mostra Mercato di Pescarzo “ImmaginArti” per l’edizione del decennale, quest’anno dedicata alla memoria del pittore Lino Rizza, recentemente scomparso, particolarmente legato a questi luoghi. Torna nel piccolo borgo medievale camuno di Pescarzo, l’esposizione itinerante di arti visive e mestieri che anima, per nove giorni consecutivi di mezza estate, il centro storico del paese. Quest’anno a arti e mestieri si è affiancato il tema dell’epopea medioevale.
Nell’antica frazione capontina, rimasta per secoli a testimoniare il senso della nostra storia, sono stati aperti al pubblico piccoli e grandi tesori nascosti in luoghi incantati, dove il tempo sembra essersi fermato. Ai piedi della Concarena e di fronte al Pizzo Badile, gli artigiani si sono cimentati nei più svariati generi artistici: dalla scultura alla pittura, dalla tessitura all’intaglio del legno, dall’oreficeria al ricamo, dalla lavorazione della ceramica fino all’intreccio...
Cortili, involti, cantine e vicoli illuminati dalla luce soffusa di mille torce hanno attirato, come ogni anno a Pescarzo migliaia di persone e l’anima del visitatore è stata pervasa da qualcosa di straordinario, da un’armonia tra luogo ed espressione, tra i sorrisi dei bimbi e gli sguardi pieni di storia degli anziani del borgo.
In tale contesto, questa volta si è aggiunta la nota storica del Medioevo evidenziata dagli sfarzosi costumi dei figuranti della Compagnia dello Scorpione di Brescia, le abilità balistiche dei Balestrieri di Gubbio e le suggestioni barocche del Gruppo Teatrale Silence. Spettacoli e ricostruzioni di scene storiche e della nostra tradizione di un tempo non troppo lontano hanno fatto da cornice alla manifestazione all’interno del borgo camuno e presso il campo sportivo parrocchiale. Gli instancabili volontari pescarzesi hanno offerto come di consueto ai visitatori di “Immaginarti” la possibilità di degustare i piatti tipici locali, dagli immancabili casoncelli ai gustosi “caicì”, il tutto accompagnato da un buon bicchiere di vino.
Ma l’estate del piccolo borgo di poco più di trecento anime non si chiude con la Mostra Mercato, prosegue, dopo 2 settimana di pausa, con un altro grande evento: la 40ma Edizione del Ferragosto Pescarese. La tradizionale festa che rappresenta l’occasione in cui i pescaresi, emigrati tempo fa dal paesello, vi ritornano per trascorrere alcuni giorni di vacanza e si ritrovano con parenti ed amici. L’aapuntamento è la Santa Messa pomeridiana presso il campo sportivo parrocchiale ed ecco, poco dopo, lo stand gastronomico ancora pieno di gente con canti e balli della tradizione popolare lombarda.
Ma questa volta il brulicare non cessa con la mezzanotte, le persone non si alzano dai tavoli in fretta timorose di perdere l’ultimo bus navetta. La gente rimane a parlare, a ballare, a cantare fino all’alba. Sono i pescarzesi doc, quelli che conservano dentro il desiderio di stare insieme. Ancora qualche giorno e poi tutto si spegnerà; il piccolo borgo tornerà alla sua tranquilla quotidianità e l’animo di ciascuno sarà pervaso da un po’ di malinconia.
A cura di Guido Manganoni e Giandomenico Rizza [agosto 2009]



L´Icaro di Camunia

Bartolomeo Cattaneo (1883-1949) fu uno spericolato pioniere dello spazio, diremmo oggi, ripetutamente primatista italiano di volo aereo. Nipote di Bortolo Cattane di Cemmo (Capo di Ponte), trascorse la sua giovinezza presso i nonni materni in Valle Camonica e legò il suo nome a quelle spericolate imprese aviatorie che allora, come oggi per i voli spaziali, aumentavano di colpo le tirature dei giornali.
Sono riportate le sue imprese in alcuni articoli del «Corriere della Sera» del settembre 1910. In essi si rende bene la reale dimensione del coraggio e dell´ardimento del pilota che si avventurò su ali di tela e motori assordanti nei cieli di mezzo mondo.
Prossimamente sarà pubblicato un articolo approfondito sull´Icaro di Camunia dopo un´intervista all´estroso pronipote Franco Maccare di Edolo.
Dario Zucchelli [ZED BLOG, 18-1-2007]


PALLA DI CARTA

Pensieri e parole



Emozioni da condividere wnew.gif (260 byte)


Ho sempre avuto le mie idee.
A volte semplici considerazioni. Spesso radicate convinzioni.
In particolare, ho sempre creduto che gran parte della magia di un’emozione risieda nella possibilità, meravigliosa, di poterla condividere.
Capita a volte, di assaporare sensazioni che, probabilmente, le parole poi non riusciranno a spiegare. Sensazioni aspre. Forti. Particolari. Sensazioni che sembrano vagare confuse alla ricerca di qualcosa. Forse in cerca di qualcuno. Qualcuno cui comunicare che ti senti vivo.
Che ci sei anche tu.
Ho sempre pensato che qualsiasi conquista, per quanto personale possa essere, non rivesta lo stesso fascino e non dia la stessa soddisfazione di quella vissuta assieme a qualcun altro.
Come quelle strane sere d’inverno, quando cammini solo per la città e poi, improvvisamente, ti accorgi che in cielo si è alzato il sipario, e una magnifica luna purpurea è venuta ad osservarti.
Una luna talmente affascinante da spingerti, abbagliato dalla meraviglia, a cercare se anche qualcun altro attorno a te stia godendo di tale spettacolo.
Solamente per dire: “Hai visto che luna?”.
Mi ha sempre stupito il fatto che, sebbene il sole si ritiri a dormire ogni sera, e spesso in una cornice d’emozionante teatralità, noi sembriamo ignorarne la presenza.
Salvo poi scoprirci estasiati quelle volte in cui, quasi orgogliosi di una scoperta personale, ci capita di osservare un tramonto in compagnia.
Ho sempre creduto che un’emozione non espressa, alla fine, muoia in sé stessa…
Lo credo ancora.

Prefazione per FINO ALL’OCEANO - IN VESPA (2006)


Nono Berto
(Angel de la Aal)





Fiol d’Anì di Berte





Il vecchio e il bambino

Un vecchio e un bambino si preser per mano
e andarono insieme incontro alla sera;
la polvere rossa si alzava lontano
e il sole brillava di luce non vera...

L’ immensa pianura sembrava arrivare
fin dove l’occhio di un uomo poteva guardare
e tutto d’ intorno non c’era nessuno:
solo il tetro contorno di torri di fumo...

I due camminavano, il giorno cadeva,
il vecchio parlava e piano piangeva:
con l’ anima assente, con gli occhi bagnati,
seguiva il ricordo di miti passati...

I vecchi subiscon le ingiurie degli anni,
non sanno distinguere il vero dai sogni,
i vecchi non sanno, nel loro pensiero,
distinguer nei sogni il falso dal vero...

E il vecchio diceva, guardando lontano:
"Immagina questo coperto di grano,
immagina i frutti e immagina i fiori
e pensa alle voci e pensa ai colori

e in questa pianura, fin dove si perde,
crescevano gli alberi e tutto era verde,
cadeva la pioggia, segnavano i soli
il ritmo dell’uomo e delle stagioni..."

Il bimbo ristette, lo sguardo era triste,
e gli occhi guardavano cose mai viste
e poi disse al vecchio con voce sognante:
"Mi piaccion le fiabe, raccontane altre!"

di Francesco Guccini da RADICI (1973)


C'ERA UNA VOLTA

Corsi e ricorsi storici...

Come già successe in passato, Paderno e Cusano si trovano nuovamente a collaborare in un progetto calcistico. 1921: la Diomede Paderno confluisce nel Milanino F.C.
1986: fusione tra C.S.C. e A.C. Paderno
2008: Patrizia Colciago della SUPREMA ODB diventa presidentessa anche del sodalizio di CUSANO.



Lo stadio di Cusano e il suo inno

Il "sogno" che vorrei...

ENTRATA IN CAMPO E USCITA

(lo Stadio dice ai nostri giocatori:)

Ed è proprio quello che non si potrebbe che vorrei.
Ed è sempre quello che non si farebbe che farei.
Ed è come quello che non si direbbe che direi.
Quando dico che non è così il sogno che vorrei.

(lo Stadio dice agli avversari:)
Non si può sorvolare le montagne.
Non si può andare dove vorresti "andare".
Sai cosa c’è: ogni cosa resta qui.
Qui si può solo piangere.

E alla fine non si piange neanche più.

(il nostro giocatore dice allo Stadio:)
Ed è proprio quando arrivo lì che già ritornerei.
Ed è sempre quando sono qui che io ripartirei.
Ed è come quello che non c è che io rimpiangerei.
Quando penso che non è così il sogno che vorrei.

(i nostri giocatori agli avversari:)
Non si può fare quello che si vuole.
Non si può spingere solo l’acceleratore.
Guarda un po’ "Ci si deve accontentare".
Qui si può solo perdere.

E alla fine non si perde neanche più.
La La La

POSTA DAL DIRETTORE

Caso Mannone e talenti in fuga

Caro direttore, aiutami a capire. Ho letto che in Italia si possono tesserare i giovani calciatori solo nella stagione successiva a quella in cui compiono i diciott’anni. Mentre a proposito di Vito Mannone a Bergamo neppure gli era stato prospettato un contratto; altro discorso per Raffaele De Martino, ho letto che l*offerta della Roma era inadeguata.
Insomma: si potevano mettere sotto contratto o no? E se quella norma esiste, esiste solo in Italia? Perchè un club straniero - vedi l’Arsenal ad esempio - può invece accordarsi contrattualmente con un giovane calciatore italiano? Ma allora, se esiste, perchè la nostra Federazione impone una normativa apparentemente punitiva ai club suoi federati, disincentivando così l’investimento nei vivai?
Seconda questione. Se la norma esiste, e un club italiano vuole soffiare un talento minorenne ad un altro club italiano, può farlo tesserare da una società straniera - che so, il Bellinzona... - e, dopo un anno, "acquistarlo" da questa? A pensar male... D’altra parte, che significato ha l’andare a giocare in seconda divisione svizzera? Con un contratto di cinque anni? Che senso ha?

Fabio Cittadini

I casi recenti di Mannone e De Martino, seppur sostanzialmente diversi, purtroppo solo la punta dell’iceberg: la normativa attualmente vigente all’interno della FIGC (articolo 33, 2° comma, delle N.O.I.F.) consente, infatti, ad una società di utilizzare le prestazioni di un atleta anche in assenza di un vincolo contrattuale sino alla soglia dei 20 anni. Il solo tesseramento non è opponibile ne può contrastare un’offerta di lavoro retribuito. In tale contesto le formazioni appartenenti ad altre federazioni interessate ai nostri campioni in erba riescono facilmente ad approfittarne, sottoponendo loro ingaggi professionistici il più delle volte irrinunciabili. Il tutto a fronte di indennizzi anche cospiqui in favore dei club formatori, la cui entità - in presenza di talenti naturali - anzichè limitare, incentiva il "prelievo" dai vivai nostrani.
Ciò in maniera assolutamente lecita e trasparente, ovvero senza che alcuna violazione o illegittimità possa essere contestata alla società di destinazione del baby calciatore. La legge sportiva italiana, peraltro, consente la stipulazione di accordi economici a partire dal compimento del 16° anno di età, ma questa ipotesi per i nostri club spesso non viene neppure presa in considerazione e sembra costituire l’eccezione. Tutto ciò a grande discapito deI giovanI talentI.
Anche la previsione introdotta dalla FIGC, in base alla quale il giocatore che abbia compiuto 16 anni matura il diritto al primo contratto da professionista dopo aver disputato un numero minimo di gare ufficiali di Campionato e Coppa Italia (10 in A, 12 in B, 13 in C-1 e 17 in C-2), non viene quasi mai applicata. Proprio De Martino, al momento del passaggio al Bellinzona, era giunto alla nona presenza in maglia giallorossa.
I regolamenti federali in materia, risalenti ad oltre un decennio fa, risultano privi di efficacia deterrente di fronte al comportamento dei club italiani rispetto alle legittime proposte estere. Devono, quindi, essere al più presto adeguate sia i comportamenti sia le regole alle esigenze attuali, magari sfruttando l’onda lunga della riforma UEFA relativa alla tutela dell’identità nazionale e dei settori giovanili, recentemente approvata a Nyon. Come in concreto?
Attraverso l’introduzione di una soglia di età, sino alla quale all’interessato non è consentito abbandonare la squadra di appartenenza senza il consenso di questa, magari con un precontratto al giovane calciatore e riconoscendo alla predetta un diritto di prelazione in caso di proposte provenienti dall’estero. Altro passaggio obbligatorio riguarda un ipotetico aumento, in sede internazionale, delle indennità, da rapportare all’anzianità del soggetto, agli anni di militanza, alle prospettive di carriera, ecc.
A proposito dei provvedimenti decisi dall’UEFA, va ricordato che l’obbligo di inserimento in rosa non riguarda specificatamente gli Under 21 ma gli "homegrown players", giocatori cresciuti localmente, non necessariamente giovani. Maldini, per dire, rientra nella categoria, pur non essendo più un pivello. Meglio precisare, visto che se ne sono lette di tutti i colori.
La Roma e l’Atalanta non riescono ad assorbire tutto quanto "producono" nel vivaio: verissimo. Succede lo stesso alla Juve e all’Inter, però. In casa giallorossa, così come in quella orobica, non credo che la mancata stipula di alcuni contratti a giovani calciatori possa essere davvero motivata da problemi di bilancio; non è che forse sia stata insipienza dirigenziale?
dario.zucchelli@virgilio.it



BLOG CIVICO

Questo è ZED BLOG: l´ultimo posto alfabetico. Lo spazio di chi sogna strade senza confini della mente e della memoria... di chi viaggia sulla sua Vespa del ´65.
E´ l´amico inseparabile dell´aquila che vola alta nel cielo...
di chi è nato con il cuore di un pellerossa che corre libero.
"E´ l´amicizia verso una cultura che è la cultura della libertà, del coraggio e del rispetto, che non hanno prezzo e che non possono essere comprati" ultimo

DARIO ZUCCHELLI - Nato a Rho in provincia di Milano. Diplomato in chimica industriale presso l´Istituto Tecnico S.Cannizzaro di Rho, comincia l´attività tecnico-commerciale in SIF Società Italiana Filtri, alla quale realizza tra l´altro il Catalogo ’81-82. Nel 1983 si iscrive all´Albo dei Rappresentanti di FCR Filtrazione Condizionamento Riscaldamento e nel 1987 be diventa responsabile tecnico e della della comunicazione commerciale. Nel 1990 è iscritto nell´elenco speciale dell´Ordine dei Giornalisti come direttore responsabile di ASCCA News, rivista specializzata a carattere tecnico e scientifico da lui stesso creata; il periodico è l´organo dell´Associazione per lo Studio ed il Controllo della Contaminazione Ambientale. Nel 1993, lo stesso OdG della Lombardia dopo l´esame delle pubblicazioni realizzate in carriera lo abilita come giornalista pubblicista con N° 70083 di iscrizione all´Albo. Nello stesso anno in FCR spa diventa membro del CdA. A partire dal 1994, l´attività di esperto nel campo della filtrazione e depurazione dell’aria negli ambienti confinati – sia per la climatizzazione di benessere sia per le cosiddette cleanrooms (camere bianche e sterili) – è documentata dai numerosi corsi e incontri tecnici che lo hanno visto docente quale "cultore della materia" nelle più prestigiose sedi accademiche. Alla fine degli anni ’90 è entrato a far parte della Commissione Indoor del Ministero della Sanità nell’ambito del GdL "Requisiti impiantistici per zone fumatori". Attualmente è membro in ANIMA/Co.Aer. del Gruppo 4b Eurovent “Filtri d’aria” e per UNI/CTI SC5 del Gruppo Consultivo 2 “Filtrazione e disinquinamento dell´aria". Dal 2006 è "free lance", ormai maturata un´esperienza trentennale come informatore tecnico e scientifico comincia l´attività di libero professionista, anche se preferisce definirsi "professionista libero". E-mail: dario.zucchelli@virgilio.it

LUCA ZUCCHELLI - Born in Milan, 12/08/1986; press officer, playing in Milan and living in Cusano Milanino, Italy. SKILLS - Interpersonale sensitivity - Personal motivation - Accountability - Creativeness - Internet, Windows XP and 98, Mac regular user (Illustrator, Photoshop, X-press, Freehand). QUALIFICATION AND EDUCATION June 2003: Passed the italian board of Press Officer Professional Examination (Operatore Poligrafico specializzazione Stampa), Milan. 2004-June 2005: Last year of Communication Graphic Technical Institute, Istituto Pavoniano Artigianelli of Milan. School notions: - Computer graphics - Editorial graphics - Advertising graphics - Web master - Offset printing - Preparation printings - English language. Italian, mother language. PRACTICE EXPERIENCES 2002 : 4-week training at Artech Studio & Centro Stampa, Milan. 2003 : 2-week training at Seregni Industries, Paderno Dugnano, Milan. 2004 : 2-week training at GEM Grafiche, Cormano, Milan. 2005 : PR activities and School workshop. Press officer and friend of Vito Mannone, 18 year old Arsenal goalkeeper. PRINTINGS AND BOOKS 2001 - First to introduce a new image of 21th century by restyling of Juve Cusano logo. 2002 - Placard of beneficent match *Nazionale Magistrati vs. Calcio al Bisogno*, Bresso, Milano. 2003 - Graphic supervision the book *Il mio campionato - Novant*anni tra storia e memoria* with together the photographer Christian Santi (foreword by Giovanni Trapattoni; special guest: Paolo Maldini). 2004 - Presentation placard of the book *Il mio campionato*; graphics of the magazine on-line Palla al Centro on his website www.juvecusano.it 2005 - In press (due December 2006) *Uomini e goal del tempo perduto - Cronistoria dei campionati dal 1930 al 1964*, published to celebrate the 75th anniversary of US Cusano Milanino football club. FOOTBALL ACADEMY Luca Zucchelli. His nickname is Zourch or Lukino. Highly rated 20 year old midfielder who has been associated with the Garibaldina of Milan (2005) in the Juve Cusano scholarship since he was 7. With a natural position of left is also the first squad youth. Calm and composed on the ball, he does the simple things very well and can easily adapt to any playng position. Luca started the last season in fine style with 2 goals in his opening 24 game for Riefolo/Berardi’s Prima Categoria. Height: 1,75 mts (5 ft 9 ins). Weight: 65 kgs (10 st 3 lbs). E-mail: luca.zucchelli@alice.it

ANNARITA TAGLIANI - Nata a Voghera in provincia di Pavia. Ha conseguito la maturità classica nel 1981 presso il Liceo della medesima città. Interrotti gli studi ha avuto contatti con la realtà del mondo della moda e della comunicazione partecipando ad eventi e concorsi per modelle in provincia di Pavia negli anni ´80 (eletta miss Estate a Pietra Gavina nel 1985). Ha presentato e coordinato alcune manifestazioni a livello locale nel campo dell´acconciatura e dell´abbigliamento. Ha maturato anche esperienze come disc-jokey presso un´emittente radiofonica sperimentale. Successivamente ha conseguito l´attestato di impiegato d´ordine; contemporaneamente frequenta e supera il corso parauniversitario di base in psicologia con il prof. Maccarini. L´attività autodidattica di approfondimento in psicologia ha avuto contatti con le realtà sociali più variegate per il tramite di ricerche indirizzate allo studio della personalità. Attualmente è anche socio sostenitore del Centro Studi Salute di Voghera; opera presso un ente pubblico cittadino, ma la sua vera grande passione è per la psico-immagine e per la cultura dei pellerossa nativi d´America. E-mail: zedsite@virgilio.it





Mission: aria pulita
  • Laboratori in ambiente sterile

  • Filtri per polveri fini

  • Requisiti delle zone fumatori

  • Aria depurata nei musei


  • Arte e cultura
  • Aria pura per i Bronzi di Riace
  • Culture native americane
  • Un Bergamasco tra i Sioux nel 1823 wnew.gif (260 byte)
  • Prefazione de Dalle Orobie alla Bassa



  • Uomini e divise
  • Psico-immagine di Annarita Tagliani

  • Museo storico dell’Arma a Roma
  • Lotta alla mafia e difesa dell’ambiente

  • Magistrati per "un calcio al bisogno"


  • Sport per hobby
  • Il mio campionato - 90 anni tra storia e memoria

  • Presentazione de El bàlon fiumàn di Luca Dibenedetto
  • Romantische Raid: una settimana in Vespa

  • Raduno di moto d’epoca a Bollate
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    Hoka Hey
    Balàvi giò induè finìss el fiöemm
    sugnàvi giò in söe la riva di nissöen
    Ho vedüü el cieel vegnì pussèe scüür
    el veent el parlàva cun la vuus di tambüür
    I spiriti i cantàven la canzòn de la pagüra
    i geent i vusàven giò in fuund alla pianüra
    Hoka Hey... Hoka Hey
    Se sun stremii e a ca´ mea sun scapaa
    e ho truvaa i mè geent cun´t i fàcc culuraa
    Ho verdüü la tenda e ho vardaa de föe
    e l´era piee de geent cun´t i giachètt blöe
    Quel che vurèven... dopu l´ho capii ...
    Wounded Knee!
    Hoka Hey .... Hoka Hey

    di Davide "Bernasconi" Van De Sfroos da Brèva E Tivàn (1999)

    Hoka Hey: è una sorta di urlo di battaglia, usato da alcune tribù pellerossa, che potrebbe essere tradotto come "Oggi è un bel giorno per morire". La canzone immagina il viaggio sciamanico di un ragazzo che rivive, tra sogno e ricordo, il massacro di Wounded Knee, dove nel 1890 vennero trucidati più di 300 pellerossa, tra cui, moltissime donne e bambini.



    L´ULTIMA BATTAGLIA: WOUNDED KNEE
    "Non sapevo, allora, che tutto sarebbe finito. Ma quando guardo indietro dall´alto dei miei molti anni, vedo ancora le donne massacrate e i bambini che giacciono ammucchiati nella gola di Wounded Knee, così nitidamente come li vidi da ragazzo; e vedo ancora che qualcosa d´altro morì in quel luogo, tra il fango macchiato di sangue, e fu seppellito nella tormenta: il sogno di un popolo..."
    con queste commuoventi parole Cervo Nero rievocò a distanza di anni il massacro di Wounded Knee del 29 dicembre 1890, dove persero la vita quasi 300 indiani tra uomini, donne e bambini.
    Una triste pagina nella storia dei rapporti tra bianchi e indiani che ancora oggi non è stata dimenticata ed è diventata il simbolo del tramonto di un popolo e della sua civiltà.

    CYRANO

    Venite pure avanti, voi con il naso corto,
    signori imbellettati, io più non vi sopporto!
    Infilerò la penna ben dentro al vostro orgoglio
    perché con questa spada vi uccido quando voglio.

    Venite pure avanti poeti sgangherati,
    inutili cantanti di giorni sciagurati,
    buffoni che campate di versi senza forza
    avrete soldi e gloria ma non avete scorza;
    godetevi il successo, godete finché dura
    ché il pubblico è ammaestrato e non vi fa paura
    e andate chissà dove per non pagar le tasse
    col ghigno e l´ignoranza dei primi della classe.
    Io sono solo un povero cadetto di Guascogna
    però non la sopporto la gente che non sogna.
    Gli orpelli? L´arrivismo? All´amo non abbocco
    e al fin della licenza io non perdono e tocco.

    Facciamola finita, venite tutti avanti
    nuovi protagonisti, politici rampanti;
    venite portaborse, ruffiani e mezze calze,
    feroci conduttori di trasmissioni false
    che avete spesso fatto del qualunquismo un arte;
    coraggio liberisti, buttate giù le carte
    tanto ci sarà sempre chi pagherà le spese
    in questo benedetto assurdo bel paese.
    Non me ne frega niente se anch´io sono sbagliato,
    spiacere è il mio piacere, io amo essere odiato;
    coi furbi e i prepotenti da sempre mi balocco
    e al fin della licenza io non perdono e tocco.

    Ma quando sono solo con questo naso al piede
    che almeno di mezz´ora da sempre mi precede
    si spegne la mia rabbia e ricordo con dolore
    che a me è quasi proibito il sogno di un amore;
    non so quante ne ho amate, non so quante ne ho avute,
    per colpa o per destino le donne le ho perdute
    e quando sento il peso d´essere sempre solo
    mi chiudo in casa e scrivo e scrivendo mi consolo,
    ma dentro di me sento che il grande amore esiste,
    amo senza peccato, amo ma sono triste
    perché Rossana è bella, siamo così diversi;
    a parlarle non riesco, le scriverò dei versi.

    Venite gente vuota, facciamola finita:
    voi preti che vendete a tutti un´altra vita;
    se c´è come voi dite un Dio nell´infinito
    guardatevi nel cuore, l´avete già tradito
    e voi materialisti, col vostro chiodo fisso
    che Dio è morto e l´uomo è solo in questo abisso,
    le verità cercate per terra, da maiali,
    tenetevi le ghiande, lasciatemi le ali;
    tornate a casa nani, levatevi davanti,
    per la mia rabbia enorme mi servono giganti.
    Ai dogmi e ai pregiudizi da sempre non abbocco
    e al fin della licenza io non perdono e tocco.

    Io tocco i miei nemici col naso e con la spada
    ma in questa vita oggi non trovo più la strada,
    non voglio rassegnarmi ad essere cattivo
    tu sola puoi salvarmi, tu sola e te lo scrivo;
    dev´esserci, lo sento, in terra in cielo o un posto
    dove non soffriremo e tutto sarà giusto.
    Non ridere, ti prego, di queste mie parole,
    io sono solo un´ombra e tu, Rossana, il sole;
    ma tu, lo so, non ridi, dolcissima signora
    ed io non mi nascondo sotto la tua dimora
    perché ormai lo sento, non ho sofferto invano,
    se mi ami come sono, per sempre tuo Cyrano...

    di Francesco Guccini da
    "D´amore di morte e di altre sciocchezze" (1996)